Zephyr Med
Misure dei dispositivi, documenti ed eventi del percorso, allineati alla linea temporale degli interventi del professionista. Una pagina prima di ogni contatto. Una lista il lunedì mattina.
Il giorno della visita si sa tutto: peso, esami, come la persona dice di stare. Il giorno dopo comincia un periodo lungo in cui accade quasi tutto ciò che decide se il piano funziona — e che si ricostruisce dal racconto di chi torna.
Intanto le persone portano già addosso dispositivi che registrano ogni giorno, e hanno referti, esami, appuntamenti. Sono informazioni che esistono già: sparse in app diverse, in un file, in un gestionale. E soprattutto separate da ciò che il professionista ha deciso.
Quello che si misura in visita, e quello della volta prima. È tutto ciò su cui si ragiona oggi.
Quello che succede in mezzo, dove il piano funziona o si interrompe. Esiste già come dato, ma nessuno lo legge insieme al piano.
Cosa è cambiato, da quando, da quale fonte, cosa manca. E un solo punto da discutere.
Il punto di partenza è il percorso, non il dispositivo. Senza l'obiettivo concordato, le visite previste e le decisioni prese, i dati dei sensori restano numeri. È l'incrocio fra i due a produrre una risposta alla domanda che conta: sta funzionando?
Le schermate che seguono sono dimostrative e mostrano dati di esempio, non persone reali.